Nove colonne
Adotta il tuo ministro
Adotta un ministro. Tutta la grande stampa e il più grande tg si prendono un dicastero e ne fanno patrocinio. Comincia da par suo il Corriere della Sera, che dopo aver fatto l’endorsement per interposta persona con Giulio Tremonti, adesso adotta Franco Frattini

Dal Foglio del 10 maggio 2008
Adotta un ministro. Tutta la grande stampa e il più grande tg si prendono un dicastero e ne fanno patrocinio. Comincia da par suo il Corriere della Sera, che dopo aver fatto l’endorsement per interposta persona con Giulio Tremonti, adesso adotta Franco Frattini. E’ tutto un fiorire di articoli, tutti elogiativi per interposta comparazione. E’ meglio di D’Alema di qua, è meglio di D’Alema di là, migliore perfino di D’Alema, non c’è paragone con D’Alema. Anche Piero Fassino, al Commercio estero, già era meglio di D’Alema. Il Corriere, da par suo, non dimentica anche le mancate ministre. Con un pezzo dal titolo “Brambillà, cosa fa?” scrive Maria Laura Rodotà.
Tutto il grande giornalismo si sceglie un dicastero. La Stampa si stringe a testuggine intorno a Roberto Maroni ma è Lucy, ossia Lucia Annunziata, che pur di fare un dispetto a Claudio Velardi, assessore al Turismo in Campania, devia dalla linea di cieca fedeltà al governo proponendosi per una specifica e istituenda commissione dei rifiuti turistici: “Venite a Napoli prima che ’a munnezza scompaia del tutto”. L’Unità adotta senza dubbi Angelino Alfano, ministro Guardasigilli e lo preserva così dagli attacchi di Marco Travaglio. Il direttore in persona, Antonio Padellaro motiva così la scelta: “Dobbiamo aspettarci di vedere scritto sul giornale fondato da Antonio Gramsci che la nomina del caro Angelino è stata l’ultima e impossibile mano di aiuto a Dell’Utri?”.
Anche il Foglio fa la sua parte e adotta ben tre ministri: Giorgia Meloni, Mara Carfagna, ma siccome l’ambiente è terra, cielo e mare, il giornale schiera tutte e nove le colonne a difesa di Stefania Prestigiacomo. E’ tutto un fiorire di articoli, tutti elogiativi per interposta comparazione. E’ meglio di Pecoraro Scanio di qua, è meglio di Pecoraro Scanio di là. Meglio anche dello stesso Silvio Berlusconi. Fosse per lui l’Ambiente sarebbero solo le fioriere e l’arbre magique.
Non può mancare la Repubblica che a firma del suo Fondatore, mette una mano di protezione sulla testa di Sandro Bondi, ministro per i Beni culturali. Anche il già citato Citati, adotta Bondi nel frattempo che Ezio Mauro il direttore cancella le copiature di Umberto Galimberti ai danni del Fondatore quando questi fa le glosse delle odi di Bondi dedicate al dottore.
Il Telegiornale Uno di Gianni & Riotto detto Johnny, lancia in prima serata uno “Speciale Tg Uno” dedicato totalmente e direttamente al presidente del Consiglio. In maniche di camicia, con cravatta délabré il direttore del più fantastico tg (quello che batte ogni sera il Tg 5), nel dare l’annuncio dell’evento non ha mancato di fare una stoccata a Bruno Vespa: “Noi qui non prepariamo il risotto a D’Alema. Noi facciamo di meglio”. Con una carezza di swing, ecco che si offre la sorpresa ai telespettatori. Con Fedele Confalonieri al pianoforte e Mariano Apicella alla chitarra c’è Silvio Berlusconi al microfono, lieto di sussurrare due care e vecchie canzoni del repertorio da crociera. Il formidabile Johnny cala l’asso di una sorpresa nella sorpresa. Quasi nascosto da un’affollata batteria di tamburi e piatti, rotea instancabile le bacchette un virtuoso del rhythm and blues. “Ecco a voi – annuncia raggiante Johnny – Totò Cuffaro, dalle persecuzioni alle percussioni”. Lo speciale è stato allietato, oltre che dalla musica, da una degustazione di cannoli dietetici e di cardi spinosi fritti ma senza aglio, offerti dall’amministrazione comunale di Raffadali per sancire così il gemellaggio con la cittadina di Arcore.